Giovan Battista Vico e la RU486

22 AGO 20
Immagine di Giovan Battista Vico e la RU486
Se Vico fosse nato nel nostro secolo non avrebbe parlato di “barbarie della ragione” quanto, piuttosto, di “malizia”. “La ragione tutta spiegata” che pretende da sola di penetrare il mondo e per la quale “si diedero gli stolti dotti a calunniare la verità” pare oggi, infatti, più prossima alla furbizia maliziosa di chi nega impunemente l’evidenza che non ad una involuta “sofisticazione” del pensiero: non tanto la stoltezza dei dotti emerge, quanto la malizia di chi sa, vede e nega. Ed alla “malizia” si risponde con l’unica possibile forma di “furbizia” consentita nel XXI secolo: banalmente, l’ “ovvio”. Prendiamo le “alte” disquisizioni etico-morali-filosofico-politico-religiose che stanno accompagnando il “malizioso” dibattito sulla RU486 e torniamo sulla terra, sull’evidenza, sul senso comune: proviamo a chiamare “veleno” invece che “farmaco” la pillola abortiva; “procedura di eliminazione” invece che “ciclo terapeutico” le fasi prescritte per la sua somministrazione; “uccisione del bimbo” invece che “interruzione della gravidanza” il “buon esito” di tale iter sanitario. Tutto quanto sopra premesso e ragionevolmente condiviso, si riprenda pure a discutere. Senza malizia.